1) Le Donne Amano - Peppino di Capri

2) Sinistro - Edoardo Bennato

3) Anema e Core - Pino Daniele

4) Cu' mme' - R .. [ segue ] ...

 
PARLANO DI NOI
Le novità di RadioNapoliMusic
PEPPINO DI CAPRI «Trent’anni dopo torno al dialetto»
Una 'Bona jurnata' per Tullio De Piscopo
LA FESTA DI PIEDIGROTTA
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Premio Carosone 2007
Eugenio Bennato, la sponda sud della storia
Su Radiouno venerdì notte Eugenio Bennato ospite di 'CantaNapoli'
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Peppino di Capri a piazza Mercato per il Premio Masaniello
"The grand inquisitor" alla Galleria Toledo
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Inizia con Nino D'Angelo la stagione del Trianon
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DVD EDOARDO BENNATO
JOE SARNATARO
EDOARDO BENNATO - CANZONI TOUR 2007
MUROLO - CU MME - INEDITO
Sciallo, cd da interprete
Arbore, 18 anni di canzoni napoletane
Bennato ritrova il blues flegreo di Joe Sarnataro - IL MATTINO 20 NOVEMBRE 2007
PEPPINO DI CAPRI A TEATRO - MILANO
Quando i Fab Four si esibivano con Peppino di Capri
Per Nino Taranto cent’anni in mostra
LINA SASTRI «Ora canto la bambina che è in me»
Provocazione a Roma col Festival della canzone napoletana
Nuovo cd Peppino Di Capri
Nuovo album ( con inediti) per Edoardo Bennato, " Canzoni Tour 2008"
Intervista a Peppino Di Capri che festeggia 50 anni di successi al Premio Barocco 2008
 
 
orario
programma
08:00:00 Bona jurnata
09:19:00 50 anni con...Peppino
10:10:00 Naples & his friends
11:19:00 L'umorismo della canzone napoletana
12:26:00 CantaNapoli...in Estate
13:31:00 Frijenn e magnann
14:40:00 Una terrazza su Napoli
18:24:00 Le novita' di RadioNapoliMusic
19:00:00 Via Calabritto
20:02:00 Happy hour napoletano
20:58:00 Pianofortissimo...dedicato a Renato Carosone
21:28:00 Antologia napoletana d'autore
22:17:00 La notte della Taranta
23:20:00 Neapolitan Blues
24:46:00 Notturno Napoletano
 

News dalla redazione di radio napoli music




dal "Il Mattino" del 29/03/2007  di Federcico Vacalebre

Era il 1977 quando Peppino Di Capri consegnava ai negozi di dischi, allora molto più frequentati di oggi, la sua ultima avventura in napoletano, classici a parte. «Ajere», quello era il titolo, portava la firma come autore e produttore di Claudio Mattone. «Ad occhi chiusi... Napoli», album del ritorno al dialetto, non ha una griffe unificante ma riparte dalla stessa voglia e convinzione «che possa esistere, anzi esista, una canzone partenopea moderna». Proprio come in «Ajere», il repertorio è misto, sette inediti e cinque brani degli anni Cinquanta che non meritavano di finire nel dimenticatoio: «’Nu quarto ’e luna», «Ghiaccio», «Te sto aspettanno», «Desiderio ’e sole» e «’Nu tantillo ’e core». Ma sono i pezzi nuovi quelli a cui mister Faiella tiene di più: «Sono ancora qui, a 49 anni dal mio esordio. Io sono arrivato dopo il maestro Carosone, mi sono iscritto nella sua scia nella ricerca di una moderna melodia vesuviana, dopo di me ho visto tante ondate, flussi e riflussi, Pino Daniele e i neomelodici», spiega il cantante, «intanto ho adottato l’italiano quasi per abitudine o per costrizione, con la pistola dei vari Sanremo puntati alla tempia. Il dialetto ti chiude delle porte, ma io ora voglio riaprirle: il dialetto suona meglio, mi sta in bocca meglio, o almeno bene, e voglio dare una chance, oltre a me stesso, a nuovi autori». Autori che si chiamano Caramiello («Guagliune») o Ziccardi («Serenata»), autori come quel Sergio Esposito («Ce staje tu») già alle tastiere per il mascalzone latino Daniele. Autori che permettono a Di Capri di andare oltre «il marchio peppiniano senza tradirlo: mio figlio Edo quando gli ho fatto ascoltare ”Guagliune” non credeva che la musica fosse farina del mio sacco, né che avrei davvero cantato quei versi, in qualche modo di argomento sociale, quasi un tabù per me. Come pena di contrappasso ha dovuto curarne gli arrangiamenti». E del suono del cd pubblicato sulla sua etichetta storica, la Splash, ma distribuito dalla Lucky Planet che ha rimesso in circolazione un bel pezzo del suo catalogo storico, Peppino è particolarmente fiero, non solo quando ci he messo mano Faiella junior, incamminato a seguire le sue orme. «Non rinnego il mio stile, ma provo ad adeguarlo alle sonorità contemporanee. Da sempre sono un maniaco delle tecnologie, il mio studio di registrazione è all’avanguardia. Forse alla mia età è stupido stare in piedi una notte per un accordo che non torna, forse è tempo sprecato, forse dovrei andarmene a dormire, ma sono fatto così, spero ancora che qualcuno ascolti il mio disco, magari con un bel bicchiere di whisky in mano e ne apprezzi le sfumature, l’impegno profuso, sia curioso come io lo sono ancora». Gli occhi chiusi del titolo del lavoro fanno riferimento ad un’abitudine del cantante: sono rare le fotografie che lo ritraggono ad occhi aperti davanti al microfono: «Anche senza guardare, riesco però a vedere la malaNapoli dei giorni nostri. E mi accorgo anche di come sia diventata una moda raccontarne e mostrarne solo i lati peggiori, mentre di bello c’è tanto ancora. Come canto in ”Guagliune”, ”sta cartulina sempe cara e amara ce ’a fanno pavà” È per quello che lancio un messaggio ai giovani: lasciate i falsi miti, la strada sbagliata e godetevi le cose belle della vita, a cominciare da una giornata di sole».

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